
Fotografo, cosa vuol dire?
Cominciamo ad analizzare la parola fotografia. Questa ha origine da due parole greche, φως (phos) e γραφίς (graphis), tradotto significa scrivere (grafia)mediante la luce (foto).
La fotografia è arte e tecnica di riprendere un’immagine reale e di fissarla su un supporto specifico di vario tipo, un procedimento ottico, meccanico e chimico mediante il quale si ottengono immagini prodotte dalla variazione di luce su determinate sostanze. Il nome si deve all’astronomo e scienziato tedesco Sir John F. W. Herschel che, dilettandosi di filologia, propose il nome fotografia in sostituzione dell’espressione di “disegno fotografico”.
Tutto ebbe origine dall’unione dei risultati ottenuti da numerosi sperimentatori sia nel campo dell’ottica, con lo sviluppo della camera oscura, sia in quello della chimica, con lo studio delle sostanze fotosensibili. La prima camera oscura fu realizzata molto tempo prima che si trovassero dei procedimenti per fissare con mezzi chimici l’immagine ottica da essa prodotta. Nel 1981 nasce ufficialmente la fotografia digitale che utilizza un supporto magnetico al posto della pellicola, cambiando particolarmente il modo di fare fotografia.
Quindi il fotografo chi è, cosa fa? È un professionista che unisce l’arte e la tecnica nel cogliere degli attimi per renderli unici; come il pittore armato di pennelli e colori “dipinge la sua tela, ma attraverso la luce”.
Qui sopra possiamo vedere come la luce del tramonto dipinge la nostra tela con vari colori in contrasto con l’acqua del mare resa immutabile.



